La Commissione adozioni e le funzioni ad essa assegnate dalla legge

Dopo il nostro ultimo articolo sulla richiesta di pubblicazione delle delibere, abbiamo ricevuto numerose segnalazioni che riguardano altre delibere scomparse dal sito istituzionale della Commissione adozioni.
Con la precedente Commissione, quella guidata dalla dott.ssa Daniela Bacchetta, le famiglie, sfogliando l’albo autorizzato on line, avevano la possibilità di leggere le delibere che riguardavano ogni singolo ente e quindi avere la possibilità di capire la caratura degli enti citati (scarica l’albo_enti_autorizzati-con-revoche). La pubblicazione delle delibere permetteva una completa comprensione della condotta di alcuni enti al fine di rendere edotti i genitori e fare giuste valutazioni sulle scelte da compiere al momento del conferimento del mandato.

La pubblicazione delle delibere, ahimè non è una scelta della Commissione, piuttosto un obbligo. Tale affermazione trova conforto nelle disposizioni che sanciscono le linee guida cui la Commissione e ogni ente autorizzato alle adozioni internazionali deve attenersi nello svolgimento del proprio compito e di cui, in sintesi, riportiamo gli aspetti salienti:
(DPR 8 giugno 2007, Art.6, comma 1(n), “La Commissione svolge le funzioni e i compiti ad essa assegnati dalla legge sull’adozione e dal presente regolamento, ed in particolare…; n) provvede ad informare la collettività in merito…agli enti che curano la procedura di adozione.”
Art.15, comma 1 – “La Commissione dispone verifiche periodiche sulla permanenza dei requisiti di idoneità degli enti autorizzati e sulla correttezza, trasparenza ed efficienza della loro azione con particolare riguardo alla proporzione tra gli incarichi accettati e quelli espletati.”

Alla scomparsa dal sito istituzionale delle delibere (di autorizzazione e di revoca), si aggiunge il fatto che questa Commissione ha abolito il numero verde e la mail a cui facevano riferimento le famiglie. Oltre ovviamente alla già nota non pubblicazione dei dati relativi all’andamento delle adozioni e al fatto che non si riunisce da pù di due anni.

E dunque la domanda da porsi è la seguente: il modus operandi di questo sistema è veramente indirizzato al perseguimento degli interessi dei tanti bambini che cercano di sopravvivere nel mondo, o piuttosto si muove negli interessi di alcuni enti che cercano di sopravvivere in Italia?

Perché si tengono le famiglie all’oscuro di tutto? Perché è stato eliminato il numero verde? Perché le mail tornano al mittente?
Perché non viene informata la collettività in merito agli enti che curano le adozioni?

Il ministro Boschi è anche presidente della Commissione Adozioni Internazionali

Il ministro Boschi è anche presidente della Commissione Adozioni Internazionali

E le delibere, infine, esattamente quando sono scomparse dal sito istituzionale, prima o dopo il pubblico sostegno di alcuni enti ai vertici della Cai? Come può, in un paese di diritto, il controllato sostenere il controllore? O meglio, come può il controllore farsi sostenere dal controllato?
Perché il Ministro Boschi non si attiva per accogliere le richieste delle famiglie e ripristinare uno stato di trasparenza fondamentale nel settore delle adozioni internazionali? Perché il premier Matteo Renzi si è completamente disinteressato?
Grazie all’inefficienza di un sistema che in Italia rispetta poco le indicazioni sia nazionali che internazionali, che sono state ideate per ottimizzare le procedure di adozioni internazionali, tantissime famiglie aspettano, inutilmente da anni, di poter dare questa opportunità a dei bambini.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

redazione

Lascia un commento