Adozione e attese: quali tutele per i bambini già presenti in famiglia?

Abbiamo già parlato degli interessi superiori dei bambini adottabili (leggi qui la storia di Elias) ma che dire degli interessi dei bambini già presenti in famiglia che aspettano l’arrivo di un fratellino o di una sorellina da oramai tantissimi anni?

Con il nostro post sui nonni abbiamo riflettuto sull’indispensabile preparazione dell’intera famiglia durante il percorso adottivo, quindi è inevitabile che i figli già presenti abbiano elaborato delle aspettative in preparazione all’arrivo dei nuovi fratelli.

Una doverosa parte della preparazione per i figli già presenti è una spiegazione dei tempi difficilmente prevedibili – accadono spesso dei ritardi e non si sa esattamente quando il bambino adottato arriverà. Ma quale sarebbe un tempo di attesa ragionevole anche per queste fragili e vulnerabili creature? Come riescono questi bambini ad affrontare le delusioni di una procedura adottiva sospesa nel tempo che potrebbe non realizzarsi mai? Non hanno diritto anche loro di essere tutelati?

Quali sono le conseguenze psicologiche sui bambini che hanno condiviso l’entusiasmo per un progetto di famiglia che, dopo veramente troppo tempo trascorso, finisce per sembrare una montatura fantasiosa dei loro genitori? Come riescono il loro genitori a spiegare le lungaggini burocratiche, i soldi spesi che sono spariti nel nulla, il silenzio delle istituzioni che dovrebbero tutelare i diritti di tutti – bambini adottabili, genitori biologici – bambini presenti in famiglia, genitori adottivi – e, perché no, anche la dignità delle aspiranti famiglie.

Riportiamo la testimonianza di Andrea e Rossella che aspettano delle risposte dalle autorità competenti:
 
“Siamo una coppia di genitori adottivi che desiderava un altro figlio ed i nostri figli attendevano un fratello o una sorella. Sono passati circa 6 anni da quando abbiamo scelto e dato mandato, per l’adozione di un bambino etiope, ad un ente autorizzato dalla CAI. L’adozione non si è mai realizzata! Anni di attesa, documenti consegnati più volte, denaro versato, sogni infranti… Il tempo è passato inesorabile, tante parole profuse inutilmente, ci si ritrova con un “vuoto” emotivo oltre che burocratico.

Chiediamo alla Dott.ssa Della Monica, dopo aver letto la sua esortazione alle famiglie adottive di rivolgersi ad enti “seri” per l’espletamento del percorso adottivo: QUALI SONO I PARAMETRI PER CONSIDERARE UN ENTE, AUTORIZZATO DALLA CAI, “SERIO”?
In una famiglia con figli già presenti nel proprio nucleo, inoltre, i minori da tutelare sono sia i bambini ancora lontani che quelli vicini. I tempi dei bambini sono diversi dai tempi degli adulti e sei anni sono davvero troppi per tutti noi! Nella certezza che le Istituzioni non ci lascino soli, attendiamo un riscontro delle Autorità.”
 
Andrea e Rossella, mandato affidato all’ente autorizzato a gennaio 2011

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redazione

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