L’importanza della famiglia nell’adozione: il ruolo dei nonni

nonni Nel mondo delle adozioni il sostegno della famiglia estesa viene considerato un bene prezioso per i bambini adottati. Infatti, in Italia la disponibilità alle adozioni depositata dagli aspiranti genitori presso i Tribunali per i Minorenni va accompagnata dal consenso (o no, in alcuni casi) all’adozione da parte dei nonni. Il parere dei nonni viene considerato un dato importante per valutare se i bambini troveranno oltre a una mamma e un papà, anche una famiglia allargata accogliente.
Quindi già dalla fase iniziale, tutta la famiglia viene coinvolta nelle decisioni degli aspiranti genitori. L’importanza della preparazione, non soltanto della coppia, ma di tutte le figure coinvolte spesso viene sottolineata anche dagli enti autorizzati.
Ma come fa la famiglia estesa ad affrontare una situazione che rimane in bilico per anni?
Ecco la testimonianza di un’aspirante nonna, la Signora Patricia, dal lontano Regno Unito:
“La vita spesso viene descritta come un viaggio, in cui ‘per tutto v’è il suo tempo, v’è il suo momento per ogni cosa sotto il cielo’. Come esseri umani, dalla nascita immaginiamo un determinato percorso per le nostre vite. Che cosa c’entra tutto ciò con il lungo e protratto sistema delle adozioni internazionali in Italia e l’effetto che ha avuto su di noi, gli aspiranti nonni?
I riti di passaggio riguardano il ciclo della vita di ogni persona. Dal momento che diamo la luce ai nostri figli, li amiamo, li cresciamo e speriamo che li abbiamo aiutati per diventare persone indipendenti. Quando anche loro, in un dato momento delle loro vite, decidono che vorrebbero diventare genitori, noi iniziamo ad aspettare con piacere l’arrivo dei nipoti – una nuova fase anche nelle nostre vite.
Spesso la domanda per un’adozione segue l’accettazione che non arriveranno mai dei figli biologici. Quindi già prima di cominciare la procedura per adottare, i nostri figli hanno dovuto affrontare anni di speranze infrante. Non smettiamo mai di voler proteggere i nostri figli dalle sofferenze e delusioni della vita. Ma con l’attuale situazione ci sentiamo totalmente impotenti. Per tutti i bambini nel mondo che stanno cercando una famiglia permanente, come può il sistema disfunzionale delle adozioni tradirli in questo modo? I media riportano casi di bambini vittime di maltrattamento, bambini abbandonati, bambini trascurati, bambini senza famiglia – ed i nostri cuori soffrono per nostra figlia e nostro genero perché potrebbero essere due genitori meravigliosi.
Per noi, una delle cose più difficili è stata la mancanza di empatia e di sostegno dagli altri – figuriamoci per i nostri figli! Gli amici ci hanno provocato con commenti inutili, quali ‘E’ chiaro che non riusciranno mai ad adottare. Sarebbe meglio se lo accettaste e se andaste avanti con la vita’. Ma la speranza è l’ultima a morire. Sappiamo che tanti amici di nostra figlia sono riusciti a diventare genitori adottivi in Italia. Speriamo che la situazione vergognosa in cui si è trovata mia figlia ed il marito colpisca il senso morale di qualcuno e che possa assumersi le sue responsabilità.
Nelle parole di Martin Luther King: ‘Dobbiamo accettare la delusione che è limitata, ma non dobbiamo mai perdere l’infinita speranza’.”
Per quanti anni possiamo aspettare che le famiglie – qui non si tratta solo degli aspiranti genitori, ma anche i nonni, i zii, i nipoti, i cugini – vivano una situazione di stallo perché alcuni enti non sono in grado di gestire gli incarichi affidatigli dalle coppie?
Secondo voi, è etico da parte degli enti richiedere pagamenti, spesso ingenti somme di denaro, per poi mettere le coppie in attesa a tempo indeterminato senza poter garantire delle concrete possibilità di adozione?
Noi, aspiranti genitori di Family for Children, non riteniamo di avere il diritto di adottare dei bambini. Crediamo di avere il diritto ad un servizio di qualità, professionale e trasparente che ci metta nelle condizioni di poter potenziare al massimo le nostra possibilità di adottare.
Non dimentichiamoci che la Convenzione de l’Aja riconosce nell’adozione internazionale l’opportunità di dare una famiglia permanente ai bambini adottabili. Le Linee Guida del 2012* esplicitano il ruolo principale degli enti autorizzati: “Un ente svolge un’attività di mediazione tra gli aspiranti genitori, le autorità straniere ed i bambini che sono adottabili.”
Quindi, quale ruolo copre un ente che non sta svolgendo nessuna attività di mediazione e non riesce ad abbinare le coppie abbandonandole su dei binari morti a tempo indeterminato?

(*General Principles and Guide to Good Practice No 2 under the Hague Convention of 29 May 1993 on Protection of Children and Co-operation in Respect of Intercountry adoption)

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redazione

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