Il tradimento delle aspettative. Il caso Etiopia

E’ noto a tutti che la Commissione per le Adozioni Internazionali non si riunisce da più di due anni, ed è noto a tutti che l’ultimo report è quello a firma di Cecile Kyenge che esamina il periodo compreso tra il 1 gennaio 2013 e il 31 dicembre 2013.
Ma è proprio spulciando fra i numeri di quel report (in riferimento all’Etiopia) che vengono fuori dati abbastanza interessanti.
Anna e Giovanni ci scrivono:
“Noi abbiamo già denunciato alla Cai* alcune anomalie nel maggio 2014, senza (ovviamente) aver avuto mai alcun riscontro. Riportiamo le nostre riflessioni di allora che sono anche quelle di adesso.
Leggiamo con attenzione il rapporto relativo al 2013 pubblicato sul vostro sito www.commisioneadozioni.it  secondo il quale l’Etiopia è il paese (dopo la Federazione Russa) da cui è arrivato il maggior numero di minori, 293 solo nel 2013.
Il tempo medio di attesa (relativo all’Etiopia) negli anni 2006/2013 è stato sempre inferiore ai due anni e nel 2013 è stato di 20 mesi con un miglioramento quindi rispetto al 2012 (quando il tempo medio di attesa era di 21 mesi).
Secondo il rapporto soltanto il 17,8% richiede un tempo superiore a 25 mesi. Inoltre, il tempo medio, dalla data di presentazione della domanda in Tribunale alla conclusione dell’iter, è di 3 anni e un mese.
Il tempo di attesa stimato dall’ente per concludere un’adozione in Etiopia al momento del nostro conferimento incarico era di 12/18 mesi . Nel maggio 2014 noi avevamo già alle spalle un tempo di attesa pari a 28 mesi con l’ente (sono diventati 56 mesi ad oggi) e 40 mesi (sono diventati 68 ad oggi) da quando abbiamo presentato la nostra domanda in Tribunale!”

E’ certo che la questione delle lunghe attese sia considerata un argomento valido non soltanto dagli aspiranti genitori. Riportiamo le raccomandazioni delle Linee Guida della Convenzione dell’Aja**:
“L’ente autorizzato ha la responsabilità di accettare solo un certo numero di mandati dagli aspiranti genitori. Questo gli permetterà di concludere le procedure di adozione entro un tempo di attesa ragionevole.”

Quindi, almeno che un ente non sia completamente bloccato nella sua attività di adozioni, una giusta proporzione tra gli incarichi accettati e quelli espletati dovrebbe permettere un tempo di attesa ragionevole.

Perché alcuni enti in Italia riescono a concludere le procedure adottive in tempi ragionevoli, ed altri no? Quanto possono essere considerati efficienti gli enti che dopo anni di attesa non sono in grado di proporre delle concrete possibilità di adozione alle loro coppie in carico?
Oggi, molti di noi hanno un tempo di attesa che supera quattro, cinque, sei anni…
A quale punto diventa irragionevole l’attesa?
Nel frattempo le domande di Anna e Giovanni sono sparite nel buco nero della Cai.
Quanto tempo saresti disposto tu ad aspettare per avere solo qualche risposta?

(*Commissione per le Adozioni Internazionali: l’Autorità Centrale del Governo italiano per la Convenzione dell’Aja del 29.05.1993
**General Principles and Guide to Good Practice No 2 under the Hague Convention of 29 May 1993 on Protection of Children and Co-operation in Respect of Intercountry adoption)

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redazione

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